Worldly Wednesday: “Dalla parte di Spessotto,” Vinicio Capossela

Standard

Vinicio Capossela is one weird dude.  He is – surprise! – strongly influenced by Tom Waits.  This is one of my favorite songs of his.  It sounds like a demented carnival, which is handy, since that is how life has been feeling as of late.  If you want a gorgeous, melodic song, check out “Ovunque Proteggi.”  Meantime, enjoy spending some time by the Spessotto (which, from what I have been able to figure, is a hotel outside Venice).

Massive apologies to all of my Italian readers for the horrific English translation.  I know zero Italian so I relied on Google Translate.

Siamo dalla parte di Spessotto, da appena nati dalla parte di sotto,
senza colletto, senza la scrima, senza il riguardo delle bambine.
Dalla parte di Spessotto il tè di ieri riscaldato alle otto,
i compiti fatti in cucina nella luce bassa della sera prima.
Dalla parte di Spessotto con la palla dentro il canotto,
col doppiofondo nella giacchetta, col grembiule senza il fiocco.
Timorati del domani, timorati dello sbocco,
siamo dalla parte di Spessotto.
Siamo la stirpe di Zoquastro, i perenni votati all’impiastro,
sulla stufa asciuga l’inchiostro dei fogli caduti nel fosso salmastro.
Dalla parte della colletta, dell’acqua riusata nella vascetta,
il telefono col lucchetto e per natale niente bicicletta.
Dalla parte di Spessotto e se non funziona vuol dire che è rotto,
dalla parte del porcavacca e se nn lo capisci allora lo spacchi.

L’oscurità come un gendarme già mi afferra l’anima,
attardàti qui in mezzo alla via,
non siamo per Davide, siamo per Golia.

Non per Davide e la sua scriva,
non per i primi anche alla dottrina,
con il tarlo dentro all’orecchio
laflanellusi (?) che ci mangia il letto,
con i peccati da regolare le penitenze da sistemare,
sei anni e sei già perduto
e quando t’interrogano rimani muto, muto.
Dalla parte di spessotto,
che non la dicono non chiara che non la dico non vera
che non la dico non sincera, tieniti i guai nei salvadanai,
se resti zitto mai mentirai.
Adamo nobile, Carmine equivoco,
Rocco Crocco e la banda Spessotto,
imboscati in fondo alla stiva,
negli ultimi banchi della fila,
abbagliati dalla balena, nella pancia della falena,
clandestini sopra alla schiena,
gettati al mare delle anime in pena,
evasi dal compito, evasi dall’ordine,
imbrandati sotto a un trastino,
a giocarcela a nascondino di soppiatto allo sguardo divino.

E il paradiso nostro è questo qua,
fuori dalla grazia, fuori dal giardino.
Va la notte che verrà non siamo più figli del ciel,
figli del ciel, figli del cielo,
ma di quei farabutti di Adamo e di Eva.

L’oscurità come un gendarme già mi afferra l’anima,
ha tardato qui in mezzo alla via, già mi prende e mi porta

Dalla parte di Spessotto, dalla parte finita di sotto,
ma siamo tutti finiti per terra, tutti a reggerci le budella,
gli ubriachi, brutti dannati, ma pure i sobri, belli fortunati.
E quando verrà il giorno che avrò il giudizio,
dirò da che parte è intricato il mio vizio,
per che pena pagherò il dazio, in che risma sono dall’inizio.

Da che giorno ho levato il mio canto
da che pietra dato fuoco al pianto
perchè cielo ho sparso il mio botto
non da Davide solo da Spessotto..

E il paradiso nostro è questo quà fino alla notte che verrà
non siamo più figli del ciel, figli del cielo non da Davide
solo da Spessotto.

We are on the side of Spessotto, from newborn from the below,
no collar, without parting, without seeing girls.
On the Spessotto, tea yesterday, heated at eight,
the tasks done in the kitchen in the low light of the evening before.
On the Spessotto with the ball inside the boat,
with a false bottom in the jacket, apron without the bow.
Fearing the future, fearing the outlet,
are on the side of Spessotto.
We are the descendants of Zoquastro, the perennial rated all’impiastro,
on the stove dries the ink of fallen leaves in the salty ditch.
On the side of the collection, water reused in vascetta,
the phone with the padlock and no bike for Christmas.
On the Spessotto if it does not mean that it is broken,
on the side of Porcavacca and if you get it then ….

The darkness like a gendarme already grabs my soul,
lingered here in the middle of the street,
we are not for David, Goliath is for us.

Not for David and his writing,
not for the first also to the doctrine,
with the worm inside the ear
laflanellusi [?] who eats the bed,
with the sins to adjust the penances to be fixed,
six years and six already lost
and when t’interrogano remain silent, mute.
On the Spessotto
that does not say not clear who does not say not true
that does not tell you not sincere, keep the piggy banks in trouble,
if you remain silent never lie to.
Adam Noble, Carmine misunderstanding,
Rocco Crocco and the gang Spessotto
ambush at the bottom of the hold,
in the last row of pews,
dazzled by the whale, in the belly of the moth,
illegal on the back,
thrown to the sea of souls in pain,
processed by the task, escaped from the order,
imbrandati under a trastino,
giocarcela to hide and sneak the divine sight.

And this is our paradise here,
out of the grace, out of the garden.
It should be a night that will be we are no longer children of the heaven,
sons of heaven, sons of heaven,
but of those scoundrels of Adam and Eve.

The darkness like a gendarme already grabs my soul,
has been slow here in the middle of the street, already takes me and brings me

From the part of Spessotto, from the finite below,
but we all ended up on the ground, all in reggerci guts,
drunks, damned ugly, but also the simple, beautiful lucky.
And when the day comes that I have the judgment,
tell which side is intricate my vice,
I will pay the penalty for that duty, in that stack are beginning.

From that day I raised my hand
from that stone set fire to tears
heaven because I have poured out
David not only Spessotto ..

And this is our paradise until the night that will be
we are no longer children of the heaven, the sons of heaven not by David
only Spessotto.

Advertisements

2 thoughts on “Worldly Wednesday: “Dalla parte di Spessotto,” Vinicio Capossela

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s